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di Alessandro Canesso,
Accettare alcune rigide regole, abbandonare tutti i pregiudizi e dimenticare tutto cio' che crediamo di sapere sull'Islam e' condizione necessaria e indispensabile per un immediato ambientamento e per un profondo coinvolgimento umano.
di Alessandro Canesso,
Accettare alcune rigide regole, abbandonare tutti i pregiudizi e dimenticare tutto cio' che crediamo di sapere sull'Islam e' condizione necessaria e indispensabile per un immediato ambientamento e per un profondo coinvolgimento umano. Ho fortemente voluto non lasciarmi impaurire e condizionare dai neri chador, dai severi mullah o dall'incessante salmodiare dei muezzin che con le loro preghiere portate dal vento aiutavano a pregare anche chi era indaffarato nelle proprie occupazioni.
Ho vissuto alcuni momenti di disagio con i giovani, quando ascoltando il loro anelito a quella liberta' che noi occidentali diamo per scontata, mi sentivo impotente e spesso mi ritrovavo a chinare il capo e a non aver piu' parole da dire, conscio del mio privilegio e della loro oppressione.
Dietro al velo delle giovani ragazze incontravo occhi profondi, sete di conoscenza, desiderio di mettere a frutto i propri talenti, di realizzare i propri sogni, di vivere e di esternare la propria femminilita'.
E' necessario comunque sfatare alcuni miti su questo grande paese. Gli Iraniani non sono assolutamente bigotti, ottusi e ostili. Si dimostrano invece affabili, cordiali, disponibili, interessati, benevoli, curiosi, ospitali, tolleranti e di buon umore.
In questo viaggio sono stato letteralmente coccolato, aiutato e condotto per mano. Non ero un occidentale, ero solo una persona da ospitare, conoscere e con cui dialogare.
15 x 21 cm | 192 pg. | Copertina morbida | Colori | ISBN 9788897039358